Comunicando.zero

Sul rapporto tra giornalismo e social media ci sarebbe bisogno di una approfondita riflessione. Penso a quelli che, in determinati fatti di cronaca, si mettono a scavare sui social media delle vittime, degli assassini o di semplici incriminati, per scriverci pagine di giornale oppure per riempire ore di trasmissione… È un trend – una persona tempo fa, mentre ne parlavamo, lo ha definito così – che io non ho mai condiviso. È come se il cronista si mettesse a rovistare nella vita privata delle persone senza averne il permesso. Approfittando, certo, di un pizzico di ingenuità o di incoscienza di coloro che hanno profili pubblici. Questi gesti restano sempre una intrusione – e come tale non autorizzata – nella vita delle persone (vittime o carnefici che siano).
Ma questa è un’altra storia, che con calma sicuramente cercherò di approfondire in futuro.
La notizia che mi ha spinto a riflettere questa…

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