da dove sto scrivendo

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In una sala del Vaticano, alla presenza di porporati, istituzioni civili e gente dello spettacolo viene rappresentata La bottega dell’orefice, unica opera teatrale scritta da Karol Wojtyla.
La sala è gremita. Al centro della prima fila, il papa. Alle sue spalle tra gli altri Nino Manfredi, invitato privatamente dalla Santa Sede.
Manfredi vede che Wojtyla segue la rappresentazione appoggiando il mento ora sulla mano destra, ora sulla sinistra, senza mai rivolgere la parola ai cardinali al suo fianco.
Al termine dello spettacolo scatta l’applauso da ogni punto della sala. Le autorità religiose e civili si avvicinano al pontefice, lo accerchiano complimentandosi per l’attualità del suo dramma, per l’alto valore culturale dell’opera, per la profondità artistica del suo lavoro.
Il papa li ascolta in silenzio, finché si gira e in tono severo si rivolge a Manfredi: «E lei? Lei non dice niente?».
L’attore è colto alla sprovvista: «Santo Padre, non…

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